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Chiedetevi dove è l'amore

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Non so su quali criteri si basi chi debba decidere "istituzionalmente" cosa sia famiglia e cosa no. Ma per me mai cosa è stata più semplice. Famiglia è dove c'è amore. Famiglia è dove c'è sensibilità l'uno verso gli altri. Famiglia è dove c'è tempo condiviso. Famiglia è dove c'è attenzione verso i propri figli e i propri genitori (che siano o no di sangue). Famiglia è dove c'è felicità. Famiglia è dove si affrontano insieme, uniti, anche i momenti più bui. Non ho mai considerato mio padre come l'uomo di casa, nè tantomeno mia madre come la donna di casa. Non mi sono mai chiesto che orientamenti sessuali avessero. Non mi è mai importanto nulla del fatto che uno fosse "maschio" e l'altra "femmina". Semplicemente perchè li ho sempre considerati in funzione dei sentimenti che provavano (e spero provino ancora!) per me. Li ho sempre e solo visti in un unico modo: come "fornitori di amore", in tutte le forme che quest...

La paura

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La paura è un sentimento istintivo, il più delle volte irrazionale. Della paura si nutrono i governi per giustificare le proprie azioni, alcuni partiti per avere più consenso e più voti in vista delle elezioni (ogni riferimento alla Lega è puramente casuale...). La paura fa vendere più giornali a editori sempre più in crisi, trasforma i media da semplici messaggeri della notizia a protagonisti tronfi e pavoneggianti. Paura è la parola più (ab)usata negli ultimi giorni. Abbiamo paura dell'Isis ma non abbiamo paura della mafia, della camorra, della 'ndrangheta che corrodono ogni giorno il nostro tessuto sociale, economico e civile, lasciando sul campo più cadaveri di una guerra. Abbiamo paura dei terroristi ma non abbiamo paura di vivere in un paese dove un presidente della Repubblica per la prima volta in 60 anni fa due mandati, in un paese governato da un premier eletto da NESSUNO, minando quindi alla base quella democrazia partecipativa appartenente al popolo di cui si riem...

Rompere il silenzio - Siamo tutti Nino Di Matteo

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Antonino Di Matteo è uno dei magistrati più bravi che ci siano in Italia. Bravo perchè non ha paura di indagare su persone scomode e su poteri forti, essendo libero ed indipendente non ha padroni (in politica, in magistratura e nella società civile) e per questo fa paura. E' pericoloso, molto pericoloso. La mafia ha paura di lui. Ma soprattutto molti uomini delle istituzioni hanno paura di lui. Di Matteo è il pm del processo sulla ormai accertata trattativa Stato - mafia, riguardante il periodo delle stragi del 1992 e del 1993, da cui poi è sgorgata la seconda repubblica con tutte le conseguenze che hanno portato a condizionare la storia d'Italia arrivando fino ai giorni nostri. Il boss mafioso Totò Riina ha minacciato di far fare una brutta fine a Di Matteo, e per questo motivo la scorta del magistrato è stata rinforzata. Eppure, nonostante il pericolo di un attentato sia molto reale, le istituzioni tacciono. La maggior parte dei giornali neanche ne parla. Sembra di essere ...

Il romano medio

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Il romano medio si lamenta per il traffico, ma non rinuncerebbe alla macchina neanche per fare 500 metri. Il romano medio borbotta della sporcizia di Roma, ma poi è il primo a non fare la differenziata e a buttare le cicche della sigaretta per terra. Il romano medio si lamenta di quanto male guidino gli altri e della loro inciviltà, ma poi lui non si ferma MAI sulle strisce per far attraversare i pedoni. Il romano medio si lamenta che non c'è lavoro , ma in realtà non ha voglia di fare un cazzo. Il romano medio critica il sindaco Marino, ma quando gli chiedi il perchè non ti sa dare le motivazioni. Quando al romano medio gli fai notare i tanti problemi della sua città ti risponde "sticazzi, ieri la Roma ha vinto il derby". Il romano medio si lamenta che è tutto un "magna magna", ma se potesse magnà pure lui andrebbe benissimo così. Il romano medio si lamenta delle tasse troppo alte, ma poi ti affitta la seconda casa a prezzi da strozzino. Il romano medio smon...

Il funerale

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                                         Lo scrivo senza tanti giri di parole: il funerale di Vittorio Casamonica è stato il funerale di Roma e dell'Italia. Non tanto per il funerale in sè, che è stato grottesco, ridicolo, ipocrita, vomitevole come solo un funerale mafioso può essere, ma per quello che ha rappresentanto e rappresenta: l'ostentazione becera di un potere mafioso, l'arroganza che proviene dall'impunità di fronte a una città, a uno stato, che niente continua a fare per combattere il più grande cancro che ci attanaglia da troppi anni, la criminalità organizzata. Le immagini del funerale sono onestamente incommentabili, tanta è la frustrazione che si prova nel vederle e nel viverle, perchè ora riguardano Roma, ma in realtà riguardano tutta la nazione. Un comune che dovrebbe esse...

L'Aquila bella mè

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Tornare a L'Aquila e accorgersi che niente è cambiato fa male. Tornare a L'Aquila e vedere che le macerie sono ancora là fa troppo male. Ogni casa squarciata, ogni crepa nei muri del centro, ogni negozio abbandonato è come una lama che ti ferisce l'anima. La casa dello studente sprofondata di un piano, la prefettura ridotta a macerie, la cupola della Chiesa delle anime sante che non esiste più.  Dapprima provi stupore, perchè sei sorpreso che dopo 6 anni tutto è rimasto fermo a quella maledetta notte di aprile, poi provi rabbia, perchè sei incazzato con il governo nazionale, con le istituzioni, con i mass media che fanno finta di non vedere, di non sapere, con la politica che dovrebbe intervenire ma è troppo impegnata a pensare a se stessa. Poi provi sconforto, amarezza, dolore, un dolore profondo, intenso, che aumenta e ti entra dentro. E tu ti senti impotente, ti senti colpevole perchè vorresti fare qualcosa, perchè le macerie riguardano anche te. E ti assale un ...

I sommersi e i salvati

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Leggere i sommersi e i salvati è come ricevere un pugno nello stomaco il cui effetto ti appartiene per sempre, ti lascia senza fiato. È cadere in un baratro senza fine, è una ferita che non si cicatrizza praticamente mai. Leggere i sommersi e i salvati non ha niente a che vedere con il verbo “leggere”, riguarda soprattutto i verbi inorridire, soffrire, dilaniare (corpo e anima) e in seguito sapere, prendere coscienza, cercare di capire l’incapibile, l’inspiegabile. Come si può capire, come si può spiegare a chi non lo ha vissuto, cosa significhi la violenza quotidiana che subivano i deportati? Primo Levi scrive:" L'inutile crudeltà del pudore violato condiziona l'esistenza di tutti i lager. Le donne di Birkenau raccontano che, una volta conquistata una gamella (grossa scodella di lamiera smaltata), se ne dovevano servire per tre usi distinti: per riscuotere la zuppa quotidiana; per evacuarvi di notte, quando l'accesso alla latrina era vietato; per lavarsi quando...